Salviamo il Lago D'Idro  
 
IL LAGO IL DEGRADO LA SVOLTA ? AVVENIMENTI
 
 
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Il lago risorsa stabile insostituibile
Il grano risorsa ovunque riproducibile
Il nocciolo della questione non è da chi, o meglio per evitare fraintendimenti, non è prioritariamente da chi, ma come: come il lago d'Idro viene gestito.
La scelta è molto più in alto, molto più globale, è la scelta per il futuro o per il passato. Una scelta assolutamente decisiva.
E' la scelta tra il percorre una strada coraggiosa di investimenti sostenibili, oppure il ripercorrere la vecchia strada imboccata nel 1917.
Questa volta La Regione Lombardia si trova davanti ad una grande sfida: in palio il lago d'Idro e tutto un ecosistema, un paesaggio, una comunità.
Il lago a Ponte Caffaro

La sfida non è produrre agricoltura sulla scorta di chi ha già deciso come e a spese di chi e cosa.
La sfida non è continuare a devastare uno degli ecosistemi più importanti e fragili d'Italia.
La sfida è investire in una agricoltura sostenibile che per produrre non distrugge.
Le condizioni non sono quelle del 1917, così come non sono le stesse le priorità e le possibilità.
L'anno 2004 offre alternative per un'agricoltura che rispetti l'ambiente; altrettanto non si può dire per paesaggi devastati, acque prosciugate e ecosistemi distrutti, tant'è il valore della natura che ancora abbiamo la possibilità di salvaguardare.
Per questo la sfida per la Regione Lombardia è sostenere investimenti volti a captare l'acqua dal sottosuolo, incrementare lo strato impermeabile dei campi coltivati per evitare le dispersioni d'acqua, promuovere sistemi d'irrigazione compatibili con la scarsità d'acqua, realizzare bacini d'accumulo.
La sfida è lasciare che il lago d'Idro viva! Lasciare che si ristabilisca il suo naturale equilibrio; e le sue sponde rinverdiranno; i molluschi e le cozze e le uova dei pesci, depositate a riva, vivranno invece di seccarsi; l'acqua del lago più stabile, non subirà sbalzi di temperatura tali da interrompere il ciclo di riproduzione dei pesci e il biotopo, zona umida di grande interesse naturalistico per gli aspetti vegetazionali e faunistici potrà riacquistare la sua peculiarità.
Le spiagge non saranno più soggette a una continua erosione e i paesi del lago potranno dotarsi di strutture adeguate per accogliere il turismo e vivere il lago senza chiedersi quale sarà il livello che le acque raggiungeranno questa volta…
La scelta è nelle mani di un Ente Pubblico e l'Ente Pubblico non usa una bilancia che "pesa" solo il peso economico di pochi enormi guadagni a danno di molti. Già l'Autorità di Bacino in una sua delibera ha individuato il lago d'Idro prioritariamente per la sua valenza ambientale. Ora tocca alla Regione Lombardia farsi garante di giustizia, consapevole che investimenti iniziali per una produzione agricola sostenibile, non saranno mai altrettanto alti quanto i costi ( non si parla solo di danni, ma anche ai costi sociali) derivati da scelte sbagliate a danno dell'ambiente.