Salviamo il Lago D'Idro  
 
     
 
     

Interrogazione urgente alla UE

Su impulso di Monica Frassoni e Maurizio Zenucchi,  candidati per Sinistra Ecologia e Libertà al Senato in Lombardia, Raul Romeva, deputato europeo dei Verdi, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, volta a chiedere un intervento della Unione Europea sul rispetto delle direttive europee

 
Il Lago d’Idro è un nodo essenziale del “sistema idrico di primaria importanza” italiano, è il settimo bacino interno per dimensioni a livello nazionale e il D.Lgs 152/2006 lo considera un’area sensibile al pari del Lago di Garda.
Il Lago d’Idro rappresenta un elemento chiave dell’economia delle popolazioni locali (media-alta Valle Sabbia; Provincia di Brescia; Regione Lombardia) e un bene ambientale di estremo valore.
Da circa un decennio, però, il susseguirsi di eventi drammatici (esplosione demografica della vegetazione acquatica,bloom di cianobatteri, abnormi valori di ossigeno disciolto e di pH delle acque superficiali) hanno fatto emergere con forza tutte le criticità ambientali del lago determinate, in primo luogo, da un dissennato uso delle acque e dalla scarsa sensibilità rivolta (sia a scala locale che generale) ai temi dell’eutrofizzazione e del trattamento delle acque reflue.

A ciò va accumunata l’assoluta mancanza di “Programmazione unitaria” a livello sovraordinato per quanto concerne la gestione del lago, dai livelli delle acque e dal loro utilizzo, fino ai necessari interventi di recupero ambientale necessari per ottemperare alle richieste della Direttiva Quadro sulle Acque.
Per dì più, non s’intravede un interesse concreto da parte degli enti cui spetta la gestione e la sorveglianza del lago per lo sviluppo di programmi di riequilibrio funzionale ed ecologico delle acque del Lago d’Idro che deve essere, invece, considerata la condizione essenziale per sperare in un effettivo e duraturo recupero sociale ed economico delle comunità e dei territori che si affacciano sul lago. 
Infine, è necessario intervenire sulla condizione attuale delle acque dellago definite “scadenti”:  la Regione deve infatti dare attuazione al necessario miglioramento previsto con l'abbattimento del fosforo dalla direttiva CE 60/2000. 

Noi riteniamo incompatibile con il necessario percorso di recupero della qualità delle acque  l'uso sproporzionato ed enorme della risorsa acqua dovuto al ripristino del regolamento provvisorio del marzo 2002 che oltre a riempire il lago fino a livelli ritenuti pericolosi scava al piede della frana abbassando l'alveo del fiume.